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domenica 11 novembre 2012

Un brutto sogno......

Varato il decreto sulle professioni. Con la pubblicazione del DPR 137 del 7 agosto 2012 si chiude la stagione della riforma della professioni (link alla DPR). E si chiudono anche le speranze di utilizzare la ventata di liberalizzazioni del governo per riformare l'ormai inadeguato ordinamento del 1929 . Consentitemi di fare un riepilogo della vicenda.

sabato 4 febbraio 2012

Riforma degli ordinamenti: tappe di avvicinamento

Si moltiplicano gli incontri all'interno della categoria per esaminare la proposta del CNG di riforma dell'ordinamento in previsione del termine del 13 agosto 2012 imposto dal decreto sulle liberalizzazioni per adeguare gli statuti ai sette punti dettati dal Governo.
I tavoli comuni. La categoria partecipa ad una serie di tavoli di confronto con gli altri ordini e collegi nazionali. Sono i seguenti: Co.Ge.Pa.Pi (coordinamento Geometri, Periti Agrari e Periti Industriali); PAT (professioni area tecnica) che riunisce le professioni degli Architetti, Ingegneri, Agronomi, Geometri e Periti; CUP (comitato unitario delle professioni) allargato a tutte le professioni. Questi tavoli vedono spesso la partecipazione dell'AdEPP (Associazione degli Enti di Previdenza Privati, ossia le Casse Previdenziali), la confprofessioni rappresentata dalla Confedertecnica per la parte sindacale delle professioni tecniche. Il coinvolgimento dei laureati triennali vede ai tavoli il CUP3, Coordinamento Universitari e Professionisti triennali, incontrati nel luglio 2011 durante i loro "stati generali degli ingegneri iuniores"al Teatro Capranichetta di Roma. 
L'orientamento generale che si ricava dalla stampa di settore è una tendenza a modificare esclusivamente quei punti degli statuti interessati dal Decreto sulle liberalizzazioni per rimandare a data successiva un testo unico sulla singola professione.

mercoledì 1 febbraio 2012

Spigolature sulle liberalizzazioni nelle professioni

Il decreto legge sullo sviluppo abroga le tariffe professionali ma lascia, nei casi di liquidazione giudiziale dei compensi, il riferimento a "parametri stabiliti dal Ministero vigilante", che alla fine saranno l'equivalente delle vecchie tariffe professionali appena abrogate. Il decreto stabilisce inoltre che l'utilizzo di tali parametri rende il conferimento dell'incarico nullo. Ma allora, se un professionista viola il divieto di farvi riferimento, in sede di liquidazione giudiziale, il giudice applica gli stessi parametri, questa volta pero legittimamente, riportando lo stesso compenso che il professionista ha indicato nel contratto appena dichiarato nullo......

mercoledì 25 gennaio 2012

Liberalizzazioni pubblicate sulla G.U.: altre modificazioni (le ultime?)

In fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sono state aggiunte ulteriori modificazioni al testo (non ufficiale e riportatato nel precedente articolo) uscito dal CdM.
Ecco le modificazioni evidenziate in grassetto:

Art. 9  Disposizioni sulle professioni regolamentate

  1.(identico)
  2. Ferma restando l'abrogazione di cui al  comma  1,  nel  caso  di
liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il  compenso  del
professionista e' determinato con riferimento a  parametri  stabiliti
con decreto del ministro vigilante. Con decreto  del  Ministro  della
Giustizia di concerto con il Ministro dell'Economia e  delle  Finanze
sono anche stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casse
professionale e agli archivi precedentemente  basati  sulle  tariffe.
L'utilizzazione  dei  parametri   nei   contratti   individuali   tra
professionisti e consumatori o microimprese da' luogo  alla  nullita'
della clausola relativa alla determinazione  del  compenso  ai  sensi
dell'articolo 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

domenica 22 gennaio 2012

LIBERALIZZAZIONI. Tariffe e tirocini: mezzo passo indietro del governo


La montagna ha partorito un topolino. Si temevano sconquassi e invece ecco il testo del decreto:

(omissis)
Art. 9 - Disposizioni sulle professioni regolamentate
1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico.
2. Ferma restando l'abrogazione di cui al comma 1, nei caso di liquidazione da parte di un organo 
giurisdizionale, il compenso di professionista è determinato con riferimento a parametri 
stabiliti con decreto del ministro vigilante.
3. Il Compenso per le prestazioni professionali è pattuito per iscritto al momento del conferimento 
dell'incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità 
dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del 
conferimento alla conclusione dell'incarico e deve altresì indicare i dati della polizza 
assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale. In ogni caso la misura 
del compenso, previamente resa nota al cliente con preventivo scritto, deve essere adeguata 
all'importanza dell'opera e va pattuita in modo onnicomprensivo. L'inottemperanza di quanto 
disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista.

ANTITRUST:PROPOSTE DI RIFORMA CONCORRENZIALE AI FINI DELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA


Sul sito dell'Antitrust - http://www.agcm.it/ - il 09 gennaio 2012 è stato pubblicata la proposta di riforma concorrenziale con la quale l’Autorità vuole fornire alle Istituzioni rappresentative il proprio contributo tecnico individuando le misure che sarebbe opportuno inserire nel disegno di legge annuale per la Concorrenza e il mercato.
Ciò in ossequio all'art. 47, comma 2, della Legge 23 luglio 2009, n. 99, il quale prevede che “il Governo, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, tenendo conto anche delle segnalazioni eventualmente trasmesse dall’Autorità …, presenta alle Camere il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza”.
L'occasione è buona per conoscere l'orientamento dell'Antitrust nei confronti delle professioni per poi verificare quanta parte della segnalazione verrà recepita nel DL per la concorrenza.

martedì 10 gennaio 2012

Riforma degli ordini ad agosto 2012: semplice adeguamento o nuova opportunità?

Il termine è perentorio: entro il 13 agosto 2012 gli Ordini Professionali dovranno trasmettere al governo la proposta di  revisione del proprio regolamento professionale per renderli più aperti al mercato ed aderenti alla loro funzione originaria che è quella di garantire gli utenti e i cittadini. La proposta dovrà ovviamente essere di gradimento del Governo altrimenti verranno abrogate dall'ordinamento quelle norme in contrasto con la Legge 148/2011 che detta i seguenti principi: scomparsa delle limitazioni all'accesso alle professioni, dei vincoli residui sulle pubblicità e tariffe e della previsione di periodi di praticantato superiori ai 18 mesi necessario all'esame di stato; assicurazione obbligatoria  contro eventuali danni dall'esercizio professionale; equo compenso ai praticanti; obbligo della formazione continua e organismo disciplinare esterno agli ordini. Inoltre, le disposizioni non abrogate dovranno essere raccolte dal governo in un testo unico della materia entro il termine del 31 dicembre 2012.

Il CNG, consapevole della ristrettezza dei tempi e della reale impossibilità di effettuare un dibattito con l'intera categoria sia pure rappresentata dai Consigli Provinciali, ha scelto di procedere sottoponendo ai Presidenti, quali tramite con i Consigli Provinciali, la propria proposta di adeguamento del regolamento professionale.

sabato 24 dicembre 2011

Attacco alle professioni ordinistiche: le società di professionisti

Le novità introdotte in tema di società di professionisti ha stimolato nella stampa specializzata alcune analisi sui possibili scenari in attesa delle previste regolamentazioni del settore.
Segnalo due interessanti articoli sull'argomento:


Società di professionisti.
Già sotto il governo Berlusconi la Confindustria spingeva per l'abolizione della riserva per le attività professionali. Con un emendamento alla finanziaria 2011, paventando l'abolizione dell'esame di stato (in realtà uno specchietto delle allodole, sapevano benissimo che l'esame di stato e' previsto nella costituzione e quindi non può essere abolito da una finanziaria). Dopo un paio di giorni l’Italia si trova sotto il tiro dei mercati finanziari, la situazione si fa critica, maggioranza e opposizione decidono di dare un segnale e di approvare in pochissimi giorni la manovra correttiva. Tra i pochi emendamenti che saranno inseriti rispunta l’abolizione degli ordini. In pochi minuti al senato si mobilitano gli avvocati del Pdl minacciando di non votare la fiducia. Tremonti minaccia le dimissioni. Interviene Schifani. Si trova un compromesso con una norma pasticciata, incomprensibile, inattuabile. Ma tutta la stampa, istigata dalle dichiarazioni al vetriolo di Emma Marcegaglia, si scatena contro la lobby dei professionisti, la nuova «casta» che, pur di difendere i propri privilegi, non ha esitato a mettere il paese a rischio di default. Scende in campo anche la Cgl ( che con i CAF già fornisce servizi prima riservati). Tutti sotto le bandiere delle liberalizzazioni, del mercato, della libertà di Accesso dei giovani.
Ma il vero obiettivo è l’interesse di Confindustria a entrare in un mercato, quello dei servizi professionali, che si presenta allettante.